il mio tempo sta scadendo. inesorabilmente. sono fatta di materiale organico. sono fatta di foglie secche e frutti maturi. sono fatta di ortaggi che persero la bocca dei viandanti. sono fatta di fiori già esplosi e gettati dietro le fontane.
invece dell'acqua conservo la scintilla scatenante. ma non sarò io quella. perchè è sempre lei ad essere stata me ed io verrò oltrepassata dalla sua lama tagliente, risparmiata all'oggi perchè meno non valgo.
cerbero il cane del vicino mi annusa i vestiti come se non fossero miei. poi se ne va soddisfatto. è così che mi lascio conoscere dalle persone. sono perloppiù innocue, ormai. e se i miei occhi sono molto meno vigili di una volta è soltanto perchè hanno sbattuto troppe volte sulle stesse pelli come tamburi. perdendo progressivamente la fierezza del suono che era il palpito di ogni mia speranza.