martedì, 15 maggio 2007
tu mi hai scelto tra mille amanti e poggiato su un petalo. ogni nostro silenzio aveva una sua precisa struttura sinfonica dove eravamo i protagonisti di una danza statica sotto un cielo elettrico. hai esercitato ogni forma di potere su di me impedendomi ogni replica. più di una volta controllavo nervosamente lo smalto verde che avevo ai piedi. i miei incubi non avevano nè dove nè quando. hai volteggiato come l'aquila attorno a prometeo perchè fui io a portare il fuoco in casa tua. mi hai ingegnosamente attribuito ogni responsabilità. mi hai denigrato accarezzando il mio io. quando mi fissavi chiudevo gli occhi per non restare accecata e quando non c'eri per cercarti ho sollevato le palpebre che pesavano come coperte bagnate. la tortura non è mai abbastanza per chi se la sceglie su misura.