aggrottare le ciglia e sono io a disegnarle così come le immaginerebbe uno specchio. vivo di espedienti anch'io che non sono meno donna di qualsiasi uomo. vorrei le mani più lunghe solo per toccarmi tra le scapole quel punto che è molto più esoterico di un terzo occhio. giace sul letto la sciarpa che ieri portavo fieramente al collo. ora è un serpente morto soffocato nei locali insipidi della città che non mi vorrebbe mai ritrovare sveglia a quest'ora della notte. potrei essere stata una nobildonna ma di certo ora fatico per pagarmi le calze. e non ci sono lavori abbastanza anonimi per nascondere la propria mediocrità. talvolta le insensate spinte moralizzatrici annunciano al cospetto dei miei capelli tinti l'età di una ragione che ancora non ho. i mozziconi persi nelle tazze rovesciano ogni aspettativa e il buon senso andò fuori dallo spioncino quel giorno che aspettavo un quarto di luna solo per me.