domenica, 25 marzo 2007
dobbiamo riconoscere i nostri errori. i difetti. le anomalie che ci rendono così vulnerabili. oggi pomeriggio ero inviperita e invero disposta a cancellarti dalla faccia della terra. avrei voluto avere sessanta o più dita dei piedi per pittarle tutte di colori diversi e distrarmi un po'. invece avevo poco da bere e da fumare e i capelli sporchi da lavare. allora è stata la doccia a calmarmi. io povera di spirito, io oca giuliva del venerdì sera. se non ti piaccio più ci sono ragioni valide che vanno considerate. lo specchio non mi saluta nè fa l'inchino e la pelle non risponde ai comandi espressivi più elementari. è un mare piatto che mette spavento.