isobel sorensen

domenica, 25 settembre 2005

se dal pulpito viene la predica è perchè ci siamo sottoposti alla bile del confronto con il sommerso altrui. giovedì era pulito il mio io e svolazzavo praticamente nuda sotto un cielo irrisolto di lampadine al neon. non bianche come immaginano gli elettricisti della prima ora. cavalcando le danze ho sorpreso lucia in trasparenza che veleggiava verso le oasi di fumo dove spesso incontro anche l'essere in divenire. gioia e tremore e imbarazzo sospinto al punto di un cieco cinismo che vuole da noi soltanto l'ombra che sfugge a ogni sibilo di verosimiglianza. così ho lasciato la casa in uno stato ipnotico e il bar sotto le insegne verdi sembrava un'isola perduta nella nebbia di menti primitive. assaggio un tramezzino che ora mi pare molto meno sensato, ma in quel momento non avrei voluto essere altrove. e ho pensato all'inverno che arriva e alla dolce estasi di tabacco che mi tiene sveglia e mi introduce a una noia disinteressata dei miei pensieri diurni.

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isobel sorensen, mio malgrado