martedì, 09 gennaio 2007
ho festeggiato l'arrivo della pioggia protetta dal cono d'ombra del cinema per poi rimbalzare sulle pozzanghere come una palla da tennis col pelo intontito e sporco. ho festeggiato carezzando i muri e le ombre gialle di persone mai state lì. guardavo i miei stivali neri con la punta ormai stanca e i tacchi mangiati dal vivo piacere di inchiodare la strada a se stessa. quando il cielo si è scosso l'acqua di dosso ti tiene ancora il fiato umido sul collo. e nessuno può distrarti da quella sensazione immacolata di grigio incanto che pare sempre il medesimo, inverno dopo inverno. allora mi sono sentita l'esatta replica di qualcun'altra. anche lei consumata dal gioioso dispiacere del vivere.