isobel sorensen

domenica, 23 ottobre 2005

leggevo di matrimoni indecorosi pieni di invitati luccicanti. io mi sarei già sposata due o tre volte se avessi potuto fare a meno di tutti gli altri, compreso l'uomo al mio fianco. io ho già troppi fianchi e non saprei mai porgerne uno solo alle vicinanze di un corpo estraneo. invece mi sarei sposata soltanto per pronunciare frasi che rimangono scolpite nel tempo come sui portali di antichi templi. ho preso sottobraccio lucia e l'ho portata a passeggio con il sole già tumefatto. vivere di notte non significa lasciarsi sfuggire la sera che arriva tra le luci dei negozi. non si può non comprare qualcosa di colorato, anche se fosse soltanto un'altra delle nostre fantasie. e la voglia di cinema come al solito è scivolata sotto lo zerbino dell'anonima multisala che pullula di giovani zombie. loro sono i nostri discendenti, e se avessi un figlio sarebbe lì con i pop corn in mano e gli occhi accesi dalla luce del sangue.

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matrimoni





isobel sorensen, mio malgrado