isobel sorensen

lunedì, 22 ottobre 2007

salpare sul vuoto, sulle voragini dimenticate dentro le lettere. accarezzo l'inchiostro - la cera - la pietra e cado a letto senza cena. sogno le navi patrizie che affondano e i plebei che fanno spallucce. non è vero che i duemila anni passano in fretta e poi tutto acquista un senso nuovo. fai e distruggi solo per avere l'illusione di poter descrivere più cose di te stessa. pensi e cancelli con la mente credendo sia tutto provvisorio. l'arazzo intanto soffoca la vista. cade dalle braccia la stoffa di ali che ti immobilizza tra i tendaggi. le cicatrici non sono cuciture. sono occhi con le ciglia cucite.
non altri che isorensen alle 23:51 | il link | commenti (3)
cuciture





isobel sorensen, mio malgrado