giovedì, 27 dicembre 2007
è facile in bocca ai tuoi nervi. il pranzo di natale. giri il modellino e dentro ci siamo noi. è una bocca piena di denti appena lavati con lo spazzolino nuovo. è un esercizio di plasticità spaziale. ci vedi anche i fiori rossi e le foglie verdi. i vestiti più che mai scuri. le scarpe lucide. a rimestare tutto si mischiano i ricordi. gli anni passati se ne stanno come spille sul maglioncino di cachemire. tra i denti la frutta secca tipica del dopo cena. io mi sento quel gusco di noce. ho le spalle curve e dure. mio padre mi abbandona e spegne la luce. mia madre parla con le amiche. i regali non son belli se non sono intellettuali. me ce ne sono di libri inutili che sono passati sotto l'albero. indifesi fuori dalla finestra certi pensieri lasciati a raffreddare. ero lì con loro. il mio cervello era la noce buttata insieme al guscio.
venerdì, 14 dicembre 2007
tornano a galla i sapori sulfurei di certi pomeriggi estivi. non solo pungenti per la mancanza di nostalgia e resi croccanti dall'arbitrio di una memoria già persa in numeri di calendario. non so neanche se c'ero io lì sopra e fuori quelle isole di silicio e lapislazzuli. a pestare i piedi sulle sterpaglie rese preziose dagli sguardi importanti dei turisti dietro gli immancabili occhiali scuri. e delle barche dove ti vantavi di aver spezzato il vento ora è rimasta solo plastica blu e bianca che attraversa lo spazio scenico di qualche fotogramma irrisolto.