lunedì, 22 ottobre 2007
salpare sul vuoto, sulle voragini dimenticate dentro le lettere. accarezzo l'inchiostro - la cera - la pietra e cado a letto senza cena. sogno le navi patrizie che affondano e i plebei che fanno spallucce. non è vero che i duemila anni passano in fretta e poi tutto acquista un senso nuovo. fai e distruggi solo per avere l'illusione di poter descrivere più cose di te stessa. pensi e cancelli con la mente credendo sia tutto provvisorio. l'arazzo intanto soffoca la vista. cade dalle braccia la stoffa di ali che ti immobilizza tra i tendaggi. le cicatrici non sono cuciture. sono occhi con le ciglia cucite.
venerdì, 19 ottobre 2007
la giornata tipo della sovrascritta fu cancellata da recentissimi sbalzi di coscienza che defenestrarono le antiche prevedibilità. il vecchio e metodico lavoro part time si sciolse tra ventosi battiti di ciglia. l'amare si prostrò alla ragione e smise di battere la testa contro gli intestini molli e sensibili al dolore. la sveglia oscillò all'indietro verso l'alba per poi sporgersi vertiginosamente sull'abisso del mezzodì. amici aggiungevano coperte agli sfilacciati plaid e la sensazione di primi freddi fu lenita. eppure niente di sistematico fu asservito all'agenda quotidiana.
sabato, 06 ottobre 2007
resterò qui ancora un paio di mesi. a tradurre in fitte trame le insostenibili ritrosie della mia anima. i polsi invisibili non sono quasi mai legati tra loro eppure se ne stanno uno sull'altro a futura memoria di ogni giorno prima dell'esecuzione. e la luce a passi verticali che abbacina la bianca pelle del viso e che stordisce le pupille abituate all'abisso.