isobel sorensen

lunedì, 18 dicembre 2006

la dolce notte e l'incanto. e presto il fianco a chi saprà ridarmelo. non c'è ombra sotto le coperte. tutto è luce oppure fango. e sono l'unica a ricordare le macchie di latte sulla giacca, e le storie d'amore mai accadute. sotto i piedi ci sono le colonne d'aria ed ercole miracoloso che le regge. anche lui mi sospinge verso il nord dei pensieri che brulicano come insetti sotto le ascelle. mi giro e vedo spazio tra le righe da metterci una lingua sconosciuta.
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gole

anche tra i cristalli di neve l'orma allude ad un viaggio lento e inesorabile. le ciglia opache allo specchio segnano il trucco d'argento che riga la pelle. il mio istinto ostacola ogni rumore meccanico che presagisce le ripetizioni del tempo. ma non riesce ad evitare il sangue.
non altri che isorensen alle 03:42 | il link | commenti (1)
argenteria


sabato, 16 dicembre 2006

torna qui maschio egocentrico. ma non darmi del tu perchè non saprei cosa risponderti. vorrei soltanto salutarti in modo meno sgarbato. e trattarti con la stessa durezza ma con il sorriso negli occhi e il sapone ancora umido e pulito sulle porcellane del bagno. si vedono ombre di piccioni contro l'opaca finestra che guarderebbe il cortile interno. l'inverno arrocca i suoi valorosi soldati e io regina faccio a cazzotti con i cuori delle carte francesi.
non altri che isorensen alle 06:36 | il link | commenti (1)
giochi di maschi


giovedì, 14 dicembre 2006

allegri non siamo stati mai, io e i miei orsetti lavatori di pelouche. il copriletto era la vallata umida nella quale ubriachi di pomeriggio aspettavamo infreddoliti il giorno successivo. ed era solo autunno. e le giornate si sarebbero progressivamente accorciate. e le mie amate luci si sarebbero diffuse sul corpo in lungo e non troppo in largo perchè mangio poche fette di pane nero e pochissimo burro salato. le ombre del pelo della sciarpa arrivavano fino ai calzini colorati. io e miei pupazzi vivevamo nascosti in un non-luogo che poteva essere una stazione ferroviaria ma era invece la mia stanza verdolina con pochi specchi e l'inconfondibile brusio dei miei vent'anni.
non altri che isorensen alle 03:07 | il link | commenti (1)
lunghezza





isobel sorensen, mio malgrado