lunedì, 18 dicembre 2006
la dolce notte e l'incanto. e presto il fianco a chi saprà ridarmelo. non c'è ombra sotto le coperte. tutto è luce oppure fango. e sono l'unica a ricordare le macchie di latte sulla giacca, e le storie d'amore mai accadute. sotto i piedi ci sono le colonne d'aria ed ercole miracoloso che le regge. anche lui mi sospinge verso il nord dei pensieri che brulicano come insetti sotto le ascelle. mi giro e vedo spazio tra le righe da metterci una lingua sconosciuta.
anche tra i cristalli di neve l'orma allude ad un viaggio lento e inesorabile. le ciglia opache allo specchio segnano il trucco d'argento che riga la pelle. il mio istinto ostacola ogni rumore meccanico che presagisce le ripetizioni del tempo. ma non riesce ad evitare il sangue.
sabato, 16 dicembre 2006
torna qui maschio egocentrico. ma non darmi del tu perchè non saprei cosa risponderti. vorrei soltanto salutarti in modo meno sgarbato. e trattarti con la stessa durezza ma con il sorriso negli occhi e il sapone ancora umido e pulito sulle porcellane del bagno. si vedono ombre di piccioni contro l'opaca finestra che guarderebbe il cortile interno. l'inverno arrocca i suoi valorosi soldati e io regina faccio a cazzotti con i cuori delle carte francesi.
giovedì, 14 dicembre 2006
allegri non siamo stati mai, io e i miei orsetti lavatori di pelouche. il copriletto era la vallata umida nella quale ubriachi di pomeriggio aspettavamo infreddoliti il giorno successivo. ed era solo autunno. e le giornate si sarebbero progressivamente accorciate. e le mie amate luci si sarebbero diffuse sul corpo in lungo e non troppo in largo perchè mangio poche fette di pane nero e pochissimo burro salato. le ombre del pelo della sciarpa arrivavano fino ai calzini colorati. io e miei pupazzi vivevamo nascosti in un non-luogo che poteva essere una stazione ferroviaria ma era invece la mia stanza verdolina con pochi specchi e l'inconfondibile brusio dei miei vent'anni.