isobel sorensen

domenica, 16 agosto 2009

portatemi un posacenere pulito. c'è un'altra me rovesciata nel riflesso sul vetro che non racconta balle. qualcuno sostenne che i tecnocrati avrebbero fatto dimenticare le maglie strette dei collant e l'odore delle scarpe di pelle. invece siamo agli anni quaranta. ogni tipo di alcol versato come sempre con grazia nel vetro di un bicchiere. e il sottobicchiere è di carta plasticata a tre veli. come scritto già da altri il futuro non è mai più lontano di un domani. la sigaretta tra le labbra. cellulosa e tabacco, sostanzialmente. sono io per me stessa ed ogni riferimento lo conferma.
non altri che isorensen alle 22:00 | il link | commenti (1)
quaranta


domenica, 08 febbraio 2009

dove sono andate a spegnersi le fiammelle alcoliche della nostra spudorata giovinezza? quei pomeriggi nelle tende tra tappeti e anime di cammello rattoppate, fumetti ben contornati e colorati ad arte. tra stoffe delicate io mi aggiravo con enorme amor proprio, evitando il propagarsi all'esterno dell'effetto psichico che più amavo, l'euforia senza ragione. le dita delle persone giovani sono così struggenti nelle strane posizioni che prendono, con quelle unghie mai del tutto pulite. a 17 anni avevo sedici anelli e forse 20 bracciali e catenine. ho sempre amato l'argento e le stoffe con colori violenti tipici del sudamerica. raccogliere divagazioni su un quadernetto nero faceva di me l'inizio di una scrittrice. il passato era l'eterno da affrontare nel presente.
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i primi viaggi


giovedì, 29 maggio 2008

seduta al bar con la sigaretta in mano. un braccio piegato prova a nascondere una ferita dell'animo. le pieghe e le piaghe. sono dolorosi sorrisi della stoffa interiore. non alzo gli occhi perchè il bar è il caos. il barista sorridente per quanto ne so io è un demonio con la camicia, i bagni in fondo nascondono giganteschi paioli di metallo fuso. le bottiglie vuote sui tavoli sono gli alberi avvizziti dell'esplosione di tunguska, così vedo enormi ciambelle al vino attorno al fungo di un'esplosione nucleare. il macroscopico nel palmo della mano a ragion immaginata, così sconvolgi il senso alle cose.
non altri che isorensen alle 20:13 | il link | commenti
bar-universo

seduta al bar con la sigaretta in mano. un braccio piegato prova a nascondere una ferita dell'animo. le pieghe e le piaghe. sono dolorosi sorrisi della stoffa interiore. non alzo gli occhi perchè il bar è il caos. il barista sorridente per quanto ne so io è un demonio con la camicia, i bagni in fondo nascondono giganteschi paioli di metallo fuso. le bottiglie vuote sui tavoli sono gli alberi avvizziti dell'esplosione di tunguska, così vedo gigantesche ciambelle al vino attorno al fungo di un'esplosione nucleare. il macroscopico nel palmo della mano a ragion immaginata, così sconvolgi il senso alle cose.
non altri che isorensen alle 16:09 | il link | commenti
bar-universo


martedì, 18 marzo 2008

i miei riti maniacali quando avanza il bel tempo. rovistare negli armadi alla ricerca di quel passato intriso nei vestiti primaverili. ci sono odori che non scompaiono. rievocano il maltolto. quello che fa male e ti inonda la mente di azioni represse. per questo ci sono vestiti che tieni ma non indosserai più. ci sono altri invece che sono rimasti neutrali e che potrebbero non essere tuoi. quelli li potrei mettere come se fossero nuovi. altri ancora sono i vestiti feticcio di me eroina che spalanca le gambe al mondo, gli indumenti armatura che fedelmente accompagneranno anche i prossimi giorni di aprile.
non altri che isorensen alle 00:37 | il link | commenti (1)
vestiti


sabato, 02 febbraio 2008

telepatia. da lontano percepisco che il quadro è giunto a compimento. l'increspatura delle onde è ormai statica, ferma per sempre. le rocce accese da quel sole morente così resteranno, nel ghiaccio del fermo immagine. l'altro capo del filo immaginario sono io. viva. un telescopio infilato di nascosto nel cervello dell'universo. e così molti altri come me. reti illusorie tra la vita e la morte in parte sublimano le infatuazioni giovanili per i divi del cinema, avremmo voluto vederli uscire dallo schermo per sedersi accanto a noi. questi mitologici messaggeri avrebbero testimoniato l'esistenza di ciò che travalica l'esistente. in loro assenza siamo noi che dobbiamo tenere saldo quel sottile filo di ubriaca e futile speranza. il filo telepatico con il ricordo immobile del tempo che non esiste.
non altri che isorensen alle 06:06 | il link | commenti (1)
telepatia


domenica, 06 gennaio 2008

i delitti di mascarpone che uccidono la mia parte ancora sveglia. muri di mascarpone si stagliano come scogliere del kent e li immagino come onde anomale che presto mi soffocheranno. arruffate dal vento dei festeggiamenti disattenti, arricciate da spruzzi di cioccolata spolverata di desiderio represso. è il dolce incubo del sei gennaio che recapito al mittente. e non provare più a tirarmi su.
non altri che isorensen alle 17:58 | il link | commenti (2)
tirami su


giovedì, 27 dicembre 2007

è facile in bocca ai tuoi nervi. il pranzo di natale. giri il modellino e dentro ci siamo noi. è una bocca piena di denti appena lavati con lo spazzolino nuovo. è un esercizio di plasticità spaziale. ci vedi anche i fiori rossi e le foglie verdi. i vestiti più che mai scuri. le scarpe lucide. a rimestare tutto si mischiano i ricordi. gli anni passati se ne stanno come spille sul maglioncino di cachemire. tra i denti la frutta secca tipica del dopo cena. io mi sento quel gusco di noce. ho le spalle curve e dure. mio padre mi abbandona e spegne la luce. mia madre parla con le amiche. i regali non son belli se non sono intellettuali. me ce ne sono di libri inutili che sono passati sotto l'albero. indifesi fuori dalla finestra certi pensieri lasciati a raffreddare. ero lì con loro. il mio cervello era la noce buttata insieme al guscio.
non altri che isorensen alle 04:45 | il link | commenti (1)
natale


venerdì, 14 dicembre 2007

tornano a galla i sapori sulfurei di certi pomeriggi estivi. non solo pungenti per la mancanza di nostalgia e resi croccanti dall'arbitrio di una memoria già persa in numeri di calendario. non so neanche se c'ero io lì sopra e fuori quelle isole di silicio e lapislazzuli. a pestare i piedi sulle sterpaglie rese preziose dagli sguardi importanti dei turisti dietro gli immancabili occhiali scuri. e delle barche dove ti vantavi di aver spezzato il vento ora è rimasta solo plastica blu e bianca che attraversa lo spazio scenico di qualche fotogramma irrisolto.
non altri che isorensen alle 04:31 | il link | commenti (1)
estiva


giovedì, 29 novembre 2007

nel pomeriggio sei entrato in me. hai visto la noia del balcone e le piante secche. il porto senza barche. hai annusato l'accappatoio stinto e ancora umido di docce malinconiche. la selva di spazzolini, i segni delle fucilazioni sulle mattonelle bianche. il bagno retrobottega del mio mondo senza focolai di nostalgie.
siamo usciti come foglie bagnate staccate dall'albero, rane che cadono sull'asfalto. ventose contro il vento e i vestiti aderenti. le mani intrecciate in tasca. ti ho mostrato l'essere senza vanità. premeva la vita, le ossa dei fianchi sulle scogliere del tuo io retrattile più dell'inverno su di noi.
non altri che isorensen alle 16:34 | il link | commenti (2)
ventose





isobel sorensen, mio malgrado